Disposti a tutti per un like: la nuova folle moda di scalare grattacieli

Disposti a tutti per un like: la nuova folle moda di scalare grattacieli

04/09/2018 Non attivi Di admin

Disposti a tutti per un like: la nuova folle moda di scalare grattacieli

Nessun limite eccetto il cielo: è questo il "motto" o il "mantra" a cui si ispirano i giovani che sfidano tutte le misure di sicurezza per avere la città ai propri piedi. Ma questa moda pericolosa, questo gioco folle, può costare la vita.
Su YouTube spopolano video di questo genere, con ragazzi, che dopo aver compiuto la bravata, stanno penzoloni sui tetti di palazzi e grattacieli ad ammirare il panorama.
Il "padre fondatore", se così vogliamo chiamarlo, di questa pratica pericolosa, è lo scalatore professionista Alain Robert, conosciuto anche come "Spider-man" o "The Human Spiderman", il quale vanta di aver scalato centro fra le strutture più grandi del mondo, come la Tour Eiffel, l'Obelisco di Luxor e la Tour Montparnasse, il teatro dell'Opera di Sydney, e anche i grattacieli più alti del mondo.
Questa sfida a respiro mondiale, più recentemente vede come principali protagonisti due ragazzi russi (Vadim Makhorov e Vitaliy Raskalov) , scalatori professionisti, i quali hanno lanciato questo trend potenzialmente fatale.
La loro prima folle impresa risale al 2013 quando hanno scalato la Grande Piramide di Cheope, scattando delle magnifiche fotografie dall'alto alla città del Cairo e la piana di Giza. Secondo quanto raccontato da loro stessi, sono arrivati mentre l'area archeologica era aperta al pubblico, hanno atteso nascosti che tutti i visitatori fossero andati via, per poi arrampicarsi per ben 138 metri. Una volta giunti in cima hanno scattato fotografie uniche del Cairo e della piramide di Chefren. L’impresa non ha avuto conseguenze per i fotografi, che hanno rischiato da 1 a 4 anni di carcere nelle prigioni egiziane, ovviamente multe molto alte. Ma non è finita qui: sempre nel 2013 è toccato alla Cattedrale di Colonia, la quale è stata violata con il favore della notte, per rubare scatti mozzafiato della città tedesca dall'altro, stessa sorte toccata alla Sagrada Familia a Barcellona; poi, nel febbraio 2014 hanno scalato i 120 piani della Shangai Tower a mani nude fra le impalcature, eludendo la sicurezza e raggiungendo l’altezza di 650 metri. I giovani scalatori professionisti hanno sempre invitato a non emulare le loro imprese, ma la "rooftopper" mania aveva già incuriosito tanti giovani.
Nel giugno 2016, è la volta di altri tre ragazzi russi (Ivan Kuznetstov, Alihan, Ivan Semenov) che decidono, sempre eludendo la sicurezza, di scalare la celeberrima Tour Eiffel a Parigi, salendo per 300 metri e riprendendo il tutto con un drone.
Ma nel novembre 2017, la notizia di un "rooftopper" 26enne fa il giro del mondo. Un famoso stuntman cinese Wu Yongning, diventato famoso per i suoi selfie estremi e scatti da brivido, mentre si stava sporgendo dall’Huayuan Hua Centre, ha perso la presa e si è schiantato al suolo dopo un volo di 62 piani; inutile aggiungere che per lui non c'è stato nulla da fare.
Un fatto sconcertante è che nelle ultime settimane stanno circolando sui social delle foto che sullo sfondo emergono gli edifici e i contorni di una città italiana: Torino. Si evince che anche qui stia spopolando la folle moda fra ragazzi giovanissimi dell’ arrampicarsi sulle impalcature di palazzi in costruzione per poter scattarsi foto da brivido per condividerle poi sui social.

#extreme, #adrenaline, #urbanclimbing,#rooftop: questi hashtags possono valere una vita?