DPR 27.12.2013 NOMINA CAVALIERI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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Governo, da Cdm nomina consiglieri dell'Ordine al merito della Repubblica

10 settembre 2014 15:31:05 Politica

Roma, 10 set. (LaPresse) - Su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Cdm ha nominato componente del Consiglio dell'Ordine 'Al merito della Repubblica italiana' la dott.ssa Livia Pomodoro. Su proposta del ministro dell'Interno, Angelino ...

Vice Politica Time10 settembre 2014 15:31:05


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Governo, da Cdm ok a nomine

10 settembre 2014 15:08:21 Politica

Roma, 10 set. (LaPresse) - Su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Cdm ha nominato componente del Consiglio dell'Ordine 'Al merito della Repubblica italiana' la dott.ssa Livia Pomodoro. Su proposta del ministro dell'Interno, Angelino...

Vice Politica Time10 settembre 2014 15:08:21


Regge l'asse col Cavaliere

08 agosto 2014 09:41:03 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

RINVIO della discussione sulla legge elettorale all’autunno, quando sarà passata la riforma del Senato, e riflessione comune sui pericoli delle preferenze. È questo il succo politico del terzo incontro tra Renzi e Berlusconi. Al Cavaliere le preferenze non sono mai piaciute, è disponibile a un compromesso, ma ha avvertito Renzi di due grossi pericoli. Il primo è che senza una revisione della legge sul voto di scambio e sul traffico d’influenza, ogni candidato dovrà fare la campagna elettorale in compagnia del proprio avvocato. Che cos’è infatti il voto se non un legittimo scambio di interessi? Chi ne stabilisce i confini, in una repubblica in cui ogni pubblico ministero è un libero pensatore?  IL SECONDO è la lotta all’interno dei singoli partiti che porta a privilegiare i candidati con un più forte consenso organizzato. Questo può avvenire per obliqui rapporti nel Sud, ma anche perché la Cgil porterebbe a votare i propri candidati in danno di quelli più vicini a Renzi, meno potenti nell’apparato. Se ne riparlerà. Ma il clima era il migliore possibile. Da anni Silvio Berlusconi non era così sereno. L’assoluzione piena nel processo Ruby gli ha restituito l’onorabilità, che per un uomo pubblico col suo passato equivale alla vita. Non è una novità che tra Berlusconi e Renzi ci sia un rapporto speciale. Il presidente del Consiglio ha sempre ammirato le innovazioni comunicative di Berlusconi, che ammira la velocità di reazione di Renzi ,la sua abilità espositiva, il coraggio che talvolta sfida la temerarietà. Naturalmente i due hanno idee diverse su molti punti, ma superano le divergenze in nome della concretezza e della necessità di riformare l’Italia: cosa che a un governo di centrodestra non è mai stata consentita. È VERO che i due hanno parlato molto di politica estera e pochissimo di economia, nonostante la decrescita del Pil fosse nota fin dall’inizio dell’incontro. In politica estera l’esperienza di Berlusconi (dieci anni a palazzo Chigi) è utile a qualunque suo successore. La crisi in Libia, Siria, Israele e Palestina è tremenda e le conseguenze di quella ucraina mettono in pericolo i nostri rapporti privilegiati con la Russia: gas a parte, se davvero non potessimo più esportare alimentari e se ai russi fosse limitata la spesa turistica in occidente, per l’Italia il colpo sarebbe tremendo. Nessun accenno, invece, alla politica economica per due ragioni: la prima è che l’agenda prevedeva solo le riforme istituzionali e non altri punti di politica interna, la seconda è che sia Renzi sia Berlusconi sanno benissimo che senza una svolta nella politica europea nessun premier è in grado di capovolgere le cose in pochi mesi. Se la recessione fosse arrivata con Berlusconi al governo, imprenditori, sindacati e giornali si sarebbero uniti all’opposizione nel chiederne le dimissioni. Renzi in questo è più fortunato, ma anche lui deve prepararsi a un autunno molto difficile. DIFFICILE paradossalmente anche per il Cavaliere: come farà a non strillare, stando all’opposizione, pur sapendo che certe strade sarebbero uguali per destra e sinistra? Avremo di fatto un governo di unità nazionale non dichiarata? Vedremo. Su un punto Renzi è stato in assoluta minoranza: il calcio. Dei sei partecipanti all’incontro, quattro erano milanisti (Berlusconi, Gianni Letta, Guerini, Lotti). Il Cavaliere è stato assediato da domande su Pippo Inzaghi e dice di avere tranquillizzato tutti…

Vice Tutte le news Time08 agosto 2014 09:41:03


Regge l'asse col Cavaliere

08 agosto 2014 08:56:31 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

RINVIO della discussione sulla legge elettorale all’autunno, quando sarà passata la riforma del Senato, e riflessione comune sui pericoli delle preferenze. È questo il succo politico del terzo incontro tra Renzi e Berlusconi. Al Cavaliere le preferenze non sono mai piaciute, è disponibile a un compromesso, ma ha avvertito Renzi di due grossi pericoli. Il primo è che senza una revisione della legge sul voto di scambio e sul traffico d’influenza, ogni candidato dovrà fare la campagna elettorale in compagnia del proprio avvocato. Che cos’è infatti il voto se non un legittimo scambio di interessi? Chi ne stabilisce i confini, in una repubblica in cui ogni pubblico ministero è un libero pensatore?  IL SECONDO è la lotta all’interno dei singoli partiti che porta a privilegiare i candidati con un più forte consenso organizzato. Questo può avvenire per obliqui rapporti nel Sud, ma anche perché la Cgil porterebbe a votare i propri candidati in danno di quelli più vicini a Renzi, meno potenti nell’apparato. Se ne riparlerà. Ma il clima era il migliore possibile. Da anni Silvio Berlusconi non era così sereno. L’assoluzione piena nel processo Ruby gli ha restituito l’onorabilità, che per un uomo pubblico col suo passato equivale alla vita. Non è una novità che tra Berlusconi e Renzi ci sia un rapporto speciale. Il presidente del Consiglio ha sempre ammirato le innovazioni comunicative di Berlusconi, che ammira la velocità di reazione di Renzi ,la sua abilità espositiva, il coraggio che talvolta sfida la temerarietà. Naturalmente i due hanno idee diverse su molti punti, ma superano le divergenze in nome della concretezza e della necessità di riformare l’Italia: cosa che a un governo di centrodestra non è mai stata consentita. È VERO che i due hanno parlato molto di politica estera e pochissimo di economia, nonostante la decrescita del Pil fosse nota fin dall’inizio dell’incontro. In politica estera l’esperienza di Berlusconi (dieci anni a palazzo Chigi) è utile a qualunque suo successore. La crisi in Libia, Siria, Israele e Palestina è tremenda e le conseguenze di quella ucraina mettono in pericolo i nostri rapporti privilegiati con la Russia: gas a parte, se davvero non potessimo più esportare alimentari e se ai russi fosse limitata la spesa turistica in occidente, per l’Italia il colpo sarebbe tremendo. Nessun accenno, invece, alla politica economica per due ragioni: la prima è che l’agenda prevedeva solo le riforme istituzionali e non altri punti di politica interna, la seconda è che sia Renzi sia Berlusconi sanno benissimo che senza una svolta nella politica europea nessun premier è in grado di capovolgere le cose in pochi mesi. Se la recessione fosse arrivata con Berlusconi al governo, imprenditori, sindacati e giornali si sarebbero uniti all’opposizione nel chiederne le dimissioni. Renzi in questo è più fortunato, ma anche lui deve prepararsi a un autunno molto difficile. DIFFICILE paradossalmente anche per il Cavaliere: come farà a non strillare, stando all’opposizione, pur sapendo che certe strade sarebbero uguali per destra e sinistra? Avremo di fatto un governo di unità nazionale non dichiarata? Vedremo. Su un punto Renzi è stato in assoluta minoranza: il calcio. Dei sei partecipanti all’incontro, quattro erano milanisti (Berlusconi, Gianni Letta, Guerini, Lotti). Il Cavaliere è stato assediato da domande su Pippo Inzaghi e dice di avere tranquillizzato tutti…

Vice Tutte le news Time08 agosto 2014 08:56:31


EUROPA/REPUBBLICA CECA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie

18 luglio 2014 13:11:46 Fides News Italiano

Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 maggio 2014 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie nella Repubblica Ceca per un quinquennio , il rev. Leos Halbrstat, diacono permanente della diocesi di Hradec Kralove. Il nuovo Direttore nazionale, che entrerà in carica il 1° novembre, ha 51 anni. Ha compiuto gli studi presso il liceo agrario di Praga, quindi dal 1990 al 1994 presso la facoltà di teologia cattolica dell’Università Carlo IV di Praga. E’ stato ordinato diacono nel 2009, ha prestato servizio come cappellano militare nell’esercito. E’ sposato, ha quattro figli e la moglie è l’attuale direttrice delle Opere della diocesi di Hradec Kralove.

Vice Tutte le news Time18 luglio 2014 13:11:46


Quirinale, Napolitano nomina 25 Cavalieri del lavoro

23 maggio 2014 17:53:44 Politica

Roma, 23 mag. (LaPresse) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato, il 21 maggio, i decreti con i quali, su proposta della ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi, di concerto con il ministro delle Politiche agricole Maur...

Vice Politica Time23 maggio 2014 17:53:44


Insegnamo ai cinesi a vendere come gli italiani". Sfida a Shanghai per la torinese Cavalieri Retailing

21 marzo 2014 17:10:27 Il Sole 24 ORE - Homepage

Insegnare ai formatori commerciali, ai responsabili dei punti vendita e ai commessi cinesi come allestire un negozio e come offrire la migliore assistenza ai clienti, dispensando...

Vice Tutte le news Time21 marzo 2014 17:10:27


Grillo: Napolitano come monarca medievale, nomina chi pare a lui

15 febbraio 2014 14:28:10 Politica

Roma, 15 feb. (LaPresse) - "La pazzia si è impossessata dell'Italia che si muove come un giocattolo rotto, a scatti, senza una direzione. Sono saltati tutti i meccanismi. Il presidente della Repubblica è diventato un monarca medioevale che nomina chi ...

Vice Politica Time15 febbraio 2014 14:28:10


Il Cavaliere pronto alla svolta: Toti sarà il nuovo coordinatore

09 gennaio 2014 08:10:32 Corriere.it

La nomina del direttore del Tg4 attesa a ore: rabbia dei falchi Non sono ancora previsti incontri con Renzi sulla legge elettorale

Vice Politica Time09 gennaio 2014 08:10:32


I dubbi del Cavaliere frenano la riforma

20 dicembre 2013 08:32:47 lastampa.it - Politica

Renzi, che ha uno spiccato senso pratico, mica si mette a discutere sui cavilli della riforma elettorale. Forse lo appassionano poco, di sicuro annoiano gli italiani. Si limita a ripetere (ieri sul berlusconiano «Tg4») che «potrà essere il Mattarellum o la legge dei sindaci, ma l’importante è che la sera delle elezioni si sappia chi ha vinto». Perc...

Vice Tutte le news Time20 dicembre 2013 08:32:47