dpr 27.12.2013 nomina cavalieri della repubblica italiana

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La strategia del Cavaliere

28 luglio 2015 09:37:05 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

NELLA penombra del suo studio di palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi non appare affatto preoccupato per l’abbandono di Denis Verdini. I tendaggi preziosi oscurano finestre a loro volta oscurate dalle persiane: precauzioni utili ai vecchi proprietari del nobile palazzo per difendersi dall’afa romana. Inutili al Cavaliere, il cui appartamento è dotato di un condizionamento silenzioso e perfetto. Verdini, dunque. Ne parla come di un vecchio amico protagonista di un dissenso senza traumi: lui vuole sostenere Renzi, io credo che sia un errore. Ognuno per la sua strada e amici come prima. Berlusconi sa che per Renzi Verdini è un alleato che scotta. Che differenza c’è tra lui e i ‘responsabili’ che nel dicembre 2010 aiutarono il Cavaliere a sopravvivere alla scissione di Fini? I ‘responsabili’ che vanno in soccorso di un governo in difficoltà sono (dovrebbero essere) uguali sotto tutte le bandiere. Quanti insulti si prese allora Berlusconi? Renzi ha buona memoria e sa che i D’Alema e i Bersani non aspettano altro. Guai perciò se la riforma del Senato fosse approvata con il voto determinante dei nuovi ‘responsabili’. La guardia pretoriana serve alla salvaguardia del principe,non a vincere una battaglia. PERCIÒ Renzi farà di tutto per trovare i suoi ‘responsabili’ all’interno di quel Pd dove gli ‘irresponsabili’ che votano regolarmente contro il governo o lasciano l’aula al momento giusto sono troppi per stare dentro e fuori troppo a lungo. Il giorno in cui Renzi facesse un vero Partito della Nazione lasciando l’ancoraggio a sinistra, i D’Alema e i Bersani se ne andrebbero. Ma allora sarebbe la sigla Pd ad essersene già andata. BERLUSCONI sa benissimo tutto questo. Perciò Verdini non lo preoccupa più di tanto. I suoi pensieri vanno oltre. Perfino oltre Forza Italia. Il suo pensiero va a quel 54 per cento di italiani che secondo gli ultimi sondaggi oggi non voterebbero. 23 milioni di elettori. Gente che non protesta. Chi protesta va con Salvini o con Grillo. Berlusconi vuole recuperare chi sta zitto, chi è troppo schifato per parlare e per votare, chi pensa al giorno delle elezioni come a una giornata persa. A un anno dal compimento degli ottanta, l’uomo diventato ricco facendo vendere con la pubblicità i prodotti più cari agli italiani conosce ancora perfettamente gli umori del suo popolo. Come li conosceva nel ’94, quando fece in tre mesi un partito dal niente, lo imbottì di non politici e diventò all’istante presidente del Consiglio. CERTO, i tempi sono molto cambiati. L’unica costante sono rimasti alcuni magistrati che da Milano a Napoli lo vorrebbero in prigione. Ma lui pensa a una eredità che non è il ‘delfino’ di Forza Italia. Anzi, che non è più nemmeno Forza Italia. È l’Altra Italia, una cosa nuova e diversa che sappia dire a quei 23 milioni di disgustati: provate per l’ultima volta ad avere fiducia. Occorre tempo, certo. Ma occorre anche dare un’occhiata a quel che fa Renzi: le unioni civili in pasto alla sinistra e una politica economica di destra. Come farà il Cavaliere a votare no all’abolizione della tassa sulla prima casa? Già, come farà? Magari voterà sì, perché il copyright è suo: 2006, ultima battuta nel confronto televisivo con Prodi; 2008, prima riunione del Consiglio dei ministri. Anche Berlusconi vuole fare il suo Partito della Nazione, come nel ’94 quando mise insieme missini e leghisti, democristiani e socialisti, socialdemocratici e repubblicani e liberali. Chi farà la prima svolta? Chi sarà più convincente?

Vice Tutte le news Time28 luglio 2015 09:37:05


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La strategia del Cavaliere

25 luglio 2015 09:16:41 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

NELLA penombra del suo studio di palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi non appare affatto preoccupato per l’abbandono di Denis Verdini. I tendaggi preziosi oscurano finestre a loro volta oscurate dalle persiane: precauzioni utili ai vecchi proprietari del nobile palazzo per difendersi dall’afa romana. Inutili al Cavaliere, il cui appartamento è dotato di un condizionamento silenzioso e perfetto. Verdini, dunque. Ne parla come di un vecchio amico protagonista di un dissenso senza traumi: lui vuole sostenere Renzi, io credo che sia un errore. Ognuno per la sua strada e amici come prima. Berlusconi sa che per Renzi Verdini è un alleato che scotta. Che differenza c’è tra lui e i ‘responsabili’ che nel dicembre 2010 aiutarono il Cavaliere a sopravvivere alla scissione di Fini? I ‘responsabili’ che vanno in soccorso di un governo in difficoltà sono (dovrebbero essere) uguali sotto tutte le bandiere. Quanti insulti si prese allora Berlusconi? Renzi ha buona memoria e sa che i D’Alema e i Bersani non aspettano altro. Guai perciò se la riforma del Senato fosse approvata con il voto determinante dei nuovi ‘responsabili’. La guardia pretoriana serve alla salvaguardia del principe,non a vincere una battaglia. PERCIÒ Renzi farà di tutto per trovare i suoi ‘responsabili’ all’interno di quel Pd dove gli ‘irresponsabili’ che votano regolarmente contro il governo o lasciano l’aula al momento giusto sono troppi per stare dentro e fuori troppo a lungo. Il giorno in cui Renzi facesse un vero Partito della Nazione lasciando l’ancoraggio a sinistra, i D’Alema e i Bersani se ne andrebbero. Ma allora sarebbe la sigla Pd ad essersene già andata. BERLUSCONI sa benissimo tutto questo. Perciò Verdini non lo preoccupa più di tanto. I suoi pensieri vanno oltre. Perfino oltre Forza Italia. Il suo pensiero va a quel 54 per cento di italiani che secondo gli ultimi sondaggi oggi non voterebbero. 23 milioni di elettori. Gente che non protesta. Chi protesta va con Salvini o con Grillo. Berlusconi vuole recuperare chi sta zitto, chi è troppo schifato per parlare e per votare, chi pensa al giorno delle elezioni come a una giornata persa. A un anno dal compimento degli ottanta, l’uomo diventato ricco facendo vendere con la pubblicità i prodotti più cari agli italiani conosce ancora perfettamente gli umori del suo popolo. Come li conosceva nel ’94, quando fece in tre mesi un partito dal niente, lo imbottì di non politici e diventò all’istante presidente del Consiglio. CERTO, i tempi sono molto cambiati. L’unica costante sono rimasti alcuni magistrati che da Milano a Napoli lo vorrebbero in prigione. Ma lui pensa a una eredità che non è il ‘delfino’ di Forza Italia. Anzi, che non è più nemmeno Forza Italia. È l’Altra Italia, una cosa nuova e diversa che sappia dire a quei 23 milioni di disgustati: provate per l’ultima volta ad avere fiducia. Occorre tempo, certo. Ma occorre anche dare un’occhiata a quel che fa Renzi: le unioni civili in pasto alla sinistra e una politica economica di destra. Come farà il Cavaliere a votare no all’abolizione della tassa sulla prima casa? Già, come farà? Magari voterà sì, perché il copyright è suo: 2006, ultima battuta nel confronto televisivo con Prodi; 2008, prima riunione del Consiglio dei ministri. Anche Berlusconi vuole fare il suo Partito della Nazione, come nel ’94 quando mise insieme missini e leghisti, democristiani e socialisti, socialdemocratici e repubblicani e liberali. Chi farà la prima svolta? Chi sarà più convincente?

Vice Tutte le news Time25 luglio 2015 09:16:41


Mattarella incontra l'astronauta Cristoforetti. E la nomina 'Cavaliere di Gran Croce'

20 luglio 2015 12:46:44 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Il presidente della Repubblica incontra 'Astrosamantha' tornata sulla terra l'11 giugno scorso

Vice Tutte le news Time20 luglio 2015 12:46:44


Berlusconi vuol rottamare Forza Italia (e lanciare L’Altra Italia) | Repubblica

16 luglio 2015 09:20:44 Giornalettismo

Il Cavaliere sarebbe intenzionato a creare un partito di personalità della società civile. Lo rivela un retroscena di Repubblica

Vice Tutte le news Time16 luglio 2015 09:20:44


Il capo dello Stato nomina 25 nuovi Cavalieri del Lavoro

22 maggio 2015 22:40:56 Il Sole 24 ORE - Homepage

Con le ultime nomine, i Cavalieri del Lavoro sono arrivati a 555: dal 1901 ad oggi, gli insigniti dell'onorificenza sono 2.797...

Vice Tutte le news Time22 maggio 2015 22:40:56


Ecco il Presidente della Repubblica italiana (XII): Sergio Mattarella

31 gennaio 2015 13:27:47 Giornalettismo

Dalla Democrazia Cristiana al rifiuto della legge Mammì, passando per il dramma personale e la lotta alla mafia, il profilo del 12° Presidente della Repubblica eletto oggi per volere di Matteo Renzi

Vice Tutte le news Time31 gennaio 2015 13:27:47


Il Cavaliere: Alfano irrilevante,

06 novembre 2014 06:40:10 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

ARCORE (Monza e Brianza) LE BARZELLETTE d'esordio, tre, due delle quali in francese (deliziosa ma irripetibile quella che gli raccontò Mitterrand) sono state il generoso omaggio a un rito dovuto. Nella sua villa di Arcore, Silvio Berlusconi sembra un leone in gabbia. Un leone ferito. Confinato a casa, con i carabinieri alla porta, il telefono sotto controllo e senza più il passaporto, non riesce a liberarsi dal peso della propria «ingiusta condanna» e dell'«assurda decadenza da parlamentare, terzo colpo di Stato dopo l'avviso di garanzia a Napoli nel 94 e la balla dello spread nel 2011». Ne parla in continuazione e quando ne parla ne soffre. È nervoso, non se ne fa una ragione. E a incoraggiarlo ad alzare lo sguardo sul mondo è anche peggio. A margine di questa rara intervista, la prima concessa a un giornalista nel suo salotto di Villa San Martino da quando vi è recluso' per decisione del giudice di sorveglianza, Berlusconi ha parlato dello stato dell'economia europea con toni a dir poco accorati. È preoccupato per l'Italia, ma, in ossequio al suo noto «ottimismo», non vuole dirlo pubblicamente: «Non servirebbe a nulla, sarebbe solo dannoso». Presidente, quanto conta la fragilità italiana nel rapporto che ha instaurato con Renzi? «Conta. Viviamo un momento difficile, io sono sempre stato ispirato da un sano patriottismo e la Patria è oggi minacciata da una crisi economica senza precedenti». Dunque? «Dunque, bisogna che, pur nel rispetto della diversità di ruoli e di cultura politica, ciascuno metta al primo posto l'interesse nazionale. Per vent'anni ci siamo lamentati del fatto che la politica fosse fatta prevalentemente di insulti e che mirasse alla distruzione dell'avversario. Tutti abbiamo sperato in un bipolarismo maturo nel quale, su alcuni temi di interesse generale come le regole istituzionali, si potessero trovare convergenze tra maggioranza e opposizione. Oggi questo parrebbe possibile». Con Renzi, sull'Italicum siete allo stallo? È favorevole a una legge elettorale che contribuisca a creare un sistema bipartitico? «Sarebbe una buona cosa. Ma la legge elettorale è fatta di tanti capitoli, che devono equilibrarsi fra loro. Ci stiamo lavorando sulla base del testo votato alla Camera tenendo conto che ogni correzione dev'essere concordata tra il Pd e noi. Non credo ci siano problemi insolubili ma spero che nessuno insista su delle forzature». C'è chi spiega la sua indulgenza nei confronti del governo Renzi con la necessità di tutelare le sue aziende... «Non capisco davvero cosa potrebbe fare il governo per tutelare le mie aziende. Anzi, no, una cosa potrebbe farla: far ripartire l'economia, così anche il mercato pubblicitario avrebbe una ripresa. Ma questo non riguarda Mediaset, riguarda l'Italia». Realisticamente, crede che ci siano le condizioni perché la legislatura arrivi alla sua scadenza naturale? «Non credo che una campagna elettorale sia quello di cui il Paese oggi ha bisogno, viste le difficoltà in cui ci troviamo». Se fosse possibile, il candidato premier sarebbe lei? «Tolga pure quel se'. Sono certo che la Corte europea dei diritti dell'uomo cancellerà una condanna paradossale ed ingiusta». Salvini dice che sarà lui a fare la rivoluzione liberale che a lei non è riuscita. «Per fare una rivoluzione liberale bisognerebbe in primo luogo essere liberali. Noi per questo Paese abbiamo fatto tantissimo. Salvini, al netto della propaganda, deve ancora dimostrare di saper fare qualcosa». Tornerà ad allearsi con Alfano? «Mi domando quale futuro si prefigurino i componenti del Nuovo centrodestra. Se decideranno di far parte della sinistra saranno abbandonati dai loro elettori. Se resteranno al centro, soli e ininfluenti, nessuno troverà opportuno votarli. Mi sembra che debbano darsi una mossa». È ancora ostile alle primarie? Se il Pd non le avesse adottate, Renzi non sarebbe emerso: per la sinistra sono state una salvezza... «Il Pd è ricorso alle primarie perché non aveva una classe dirigente legittimata dal voto popolare. Lo stesso Renzi ha vinto le primarie ma non è mai stato eletto dai cittadini, se si escludono i centomila voti che ha preso per diventare sindaco di Firenze. Da noi la situazione è ben diversa. Il leader del centrodestra è stato legittimato dal voto degli italiani in moltissime occasioni. In vent'anni, più di duecento milioni di voti». Non avverte l'esigenza di rinnovare il ceto politico del centrodestra? «Certamente. Forza Italia è nata nel '94 con protagonisti nuovi alla politica diversi dai professionisti della vecchia politica. Una squadra che si è rinnovata continuamente da vent'anni a questa parte. Ha idea di quanti parlamentari di Forza Italia sono rimasti dal 1994? Pochissimi. Dal 2001? Non più del 20%. Questo vuol dire che siamo aperti al continuo ingresso di nuovi protagonisti, di nuove energie. Nei prossimi mesi realizzeremo importanti iniziative sul territorio e terremo delle assemblee in tutti i comuni italiani, proprio a questo fine, per chiamare a noi nuovi missionari della libertà». Il cambio di linea sulle coppie di fatto e lo ius soli ha stupito molti, come ci è arrivato? «Nessun cambiamento di linea. Per noi la famiglia, così come è intesa oggi, era, è e sarà sempre il nucleo fondante della società, e uno dei nostri valori di riferimento. Ma, da liberali, saremmo incoerenti se negassimo il diritto di ognuno di fare scelte diverse, e se creassimo discriminazioni fra i cittadini in base ai loro orientamenti sessuali o agli stili di vita. Grandi Paesi come la Germania, guidati da partiti d'ispirazione cristiana, hanno dato una forma giuridica, che non è il matrimonio, alle unioni fra persone dello stesso sesso. Perché noi non dovremmo farlo?». Quanto al diritto di cittadinanza per gli immigrati? «Non ho mai detto che la cittadinanza italiana sia automatica per chiunque nasca nel nostro Paese. Questo sarebbe assurdo e pericoloso. Anzi ho aggiunto qualcosa in più al presupposto dei 18 anni previsto dalla legge: che i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri abbiano compiuto un intero ciclo di studi, che padroneggino la nostra lingua, che conoscano e rispettino le nostre regole di convivenza e di civiltà». Secondo molti, a farle cambiare idea è stata Francesca Pascale... «Dato che io non ho mai cambiato idea, la domanda è mal posta. Quello che è cambiato, semmai, è la sensibilità diffusa su questi temi». Fitto dice che è la sua compagna a dare la linea al partito... «Non credo che Raffaele si presti a dire certe stupidaggini. Nessuno tra i miei potrebbe mai immaginare una cosa del genere». Lo stallo sull'elezione dei giudici costituzionali dimostra che i suoi gruppi parlamentari non la seguono... «Io non ho proposto alcun candidato per la Corte. Ho chiesto ai capigruppo di Camera e Senato di individuare un candidato con una selezione da svolgersi tramite i gruppi parlamentari e i vertici regionali di Forza Italia. I gruppi, quindi, non dovevano seguirmi su alcunché». Non teme la possibilità che Renzi trovi un'intesa con i Cinque stelle sul nome del prossimo Presidente della Repubblica? «No, non lo temo. Sarà una scelta difficile. Sarà importante farla con l'apporto di tutti». Presidente, se Forza Italia piange il Milan non ride. Cos'è successo da quando lei faceva il pieno di campioni in giro per l'Europa? «È successo che sono arrivati gli arabi, i russi, gli indonesiani... Personaggi con possibilità economiche straordinarie che hanno sconvolto il mercato». Qual è il campione che vorrebbe? «Le confesso che vedere tutti questi stranieri giocare nelle squadre italiane mi lascia perplesso. Mi fa male vedere molte squadre italiane in campo con undici stranieri. Per il futuro del mio Milan vorrei una rosa di giov

Vice Tutte le news Time06 novembre 2014 06:40:10


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato i due giudici della Corte Costituzionale di nomina presidenziale

18 ottobre 2014 17:02:44 Il Post

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Vice Tutte le news Time18 ottobre 2014 17:02:44


L’acciaio italiano in cerca di Cavalieri esteri

25 settembre 2014 19:53:39 Corriere.it - Economia

Il ruolo di ThyssenKrupp per gli impianti di Terni, la joint-venture tra Malacalza e il colosso cinese Baosteel

Vice Economia Time25 settembre 2014 19:53:39


Governo, da Cdm nomina consiglieri dell'Ordine al merito della Repubblica

10 settembre 2014 15:31:05 Politica

Roma, 10 set. (LaPresse) - Su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Cdm ha nominato componente del Consiglio dell'Ordine 'Al merito della Repubblica italiana' la dott.ssa Livia Pomodoro. Su proposta del ministro dell'Interno, Angelino ...

Vice Politica Time10 settembre 2014 15:31:05