governo letta sulle pensioni

Press Report

Fonti di notizie costantemente aggiornate sul prodotto

Share on Facebook Share on Twitter Share on Google+

Ads

Pensioni: Poletti valuta modifiche

16 luglio 2015 18:18:53 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - Sulle pensioni "dobbiamo fare una riflessione attenta sulla tenuta del valore" dell'assegno "perché c'è una norma che cesserà la sua validità e c'è da decidere se confermarla o modificarla". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine di un incontro con i sindacati dei pensionati, in riferimento alla norma sulla rivalutazione delle pensioni introdotta dal governo Letta.

Vice Tutte le news Time16 luglio 2015 18:18:53


Ads

La Consulta si contraddice

06 maggio 2015 10:34:14 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Augusto Barbera SECONDO le ultime stime ammonta almeno a dodici miliardi il costo della sentenza con cui la Corte costituzionale, la scorsa settimana, ha dichiarato illegittimo il blocco della indicizzazione delle pensioni voluto nel 2011 dal governo Monti. Una cifra tale da costringere l’esecutivo a rivedere i suoi progetti di politica economica, a rimettere nel cassetto il piano contro la povertà che Renzi avrebbe dovuto annunciare alla chiusura della festa dell’Unità di Bologna e tale da compromettere i tentativi del ministro Poletti di rendere più eque le pensioni minime e di prevedere forme di pensionamento anticipato per alcune categorie di lavoratori. Il blocco escludeva le pensioni fino a tre volte il minimo (1.217 euro netti, scrive la Consulta nella sentenza) ma colpiva una fascia di pensioni comunque modeste. Proprio per queste ragioni il sistema di indicizzazione era stato rimodellato dal Governo Letta con la legge di stabilità del 2014 procedendo in maniera più equa secondo fasce di reddito. Non mi addentro nella disamina delle argomentazioni della Corte. Mi pongo tre interrogativi. Il primo: la sentenza invoca più volte il principio di “ragionevolezza” violato dal blocco ma non fa alcun cenno al nuovo articolo 81 della Costituzione.   QUESTO assicura l’equilibrio di bilancio e, quindi, il rispetto del patto di stabilità concordato con Bruxelles; ieri il Commissario Moscovici ha sottolineato che spetterà al governo italiano riequilibrare i conti. Tale principio di ragionevolezza è stato rispettato dalla Corte nei vari interventi con cui in questi ultimi anni è intervenuta su provvedimenti che incidono sui conti? Difficile sostenerlo. In una precedente sentenza la Corte ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta Robin Tax, voluta nel 2008 dal governo Berlusconi, negando però alle aziende energetiche la restituzione di quanto versato illegittimamente proprio per la necessità di tenere conto degli equilibri di bilancio. La contraddizione non finisce qui. In una sentenza del 2013, la numero 310, la Corte aveva dichiarato legittimo il blocco degli automatismi previsto per il personale non contrattualizzato delle Pa, anche in questo caso richiamandosi al rispetto degli equilibri di bilancio. Sempre la Corte, nella sentenza 223 del 2012, aveva dichiarato incostituzionale un analogo blocco previsto per i magistrati. Imprese, pensionati, insegnanti e giudici: quattro categorie, quattro sentenze, quattro registri per la distribuzione dei sacrifici. Secondo interrogativo: la Corte è tenuta oppure no a valutare gli effetti sui conti pubblici delle proprie decisioni? E’ un interrogativo che ebbero a porsi i ministri del Tesoro degli anni Ottanta, da Carli ad Andreatta a Giuliano Amato, quest’ultimo oggi giudice della Consulta. A chi spetta valutare il bilanciamento fra i diritti e le aspettative dei cittadini e le risorse disponibili? Spetta ad un Parlamento democraticamente eletto oppure ad un ristretto numero di giudici? Terzo interrogativo: secondo indiscrezioni giornalistiche la decisione sarebbe stata assunta da sei giudici contro altri sei ma sarebbero prevalsi i primi per il voto determinante del Presidente, che in questi casi vale doppio. Avrebbe senso riprendere l’antica proposta di ammettere la dichiarazione di illegittimità di una legge solo con il voto di due terzi dei giudici? Oppure ammettere, come in tante altre Corti, almeno l’espressione delle opinioni dissenzienti? Quando una sentenza ha un impatto così rilevante sui cittadini, rendere trasparenti le modalità delle proprie decisioni dovrebbe essere interesse della stessa Corte.

Vice Tutte le news Time06 maggio 2015 10:34:14


Una buona notizia: si

16 novembre 2014 17:18:31 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

ROMA A RENDERSENE conto sono stati in pochi, ma i numeri parlano chiaro. Nel 2014, per la prima volta da anni, i contribuenti italiani hanno beneficiato di un saldo fiscale positivo: 3,1 miliardi. In altre parole i tagli di imposta (11,8 miliardi) sono stati superiori agli aumenti (8,7 miliardi). E il prossimo anno ci potrebbe andare anche meglio. LA BUONA notizia arriva dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato la lista delle riduzioni e degli aumenti fiscali. Ciò non toglie che la nostra pressione fiscale resti tra le più alte in Europa (43,3%) per scendere di un nulla (43,2%) il prossimo anno. Questo perché la pressione non è un dato assoluto, ma è in rapporto al Prodotto interno. Visto che il nostro Pil continua a contrarsi più di quanto si riduca il gettito, la pressione fiscale non arretra. Il merito di aver prodotto un saldo fiscale positivo va all'attuale governo, ma anche all'esecutivo Letta. «A far pendere l'ago della bilancia a favore dei contribuenti italiani spiega Giuseppe Bertolussi, presidente degli artigiani di Mestre è stato il bonus fiscale introdotto nella primavera scorsa dal Governo Renzi. In linea di massima possiamo affermare che i maggiori benefici economici, come era giusto che fosse, sono andati ai redditi medio bassi, mentre quelli superiori non hanno ancora fruito di nessun sollievo fiscale». Il bonus Renzi' da 80 euro vale 6,6 miliardi di euro; il bonus Letta', che ha incrementato le detrazioni Irpef per i lavoratori dipendenti a basso reddito, 1,5 miliardi; l'eliminazione della maggiorazione Tares 1 miliardo; la riduzione dell'aliquota della cedolare secca un altro miliardo e la deduzione del 30 per cento dal reddito di impresa dell'Imu applicata sugli immobili strumentali 714 milioni di euro. TRA I PRINCIPALI aumenti fiscali avvenuti quest'anno la Cgia segnala invece l'introduzione della Tasi (3,8 miliardi di euro di gettito), l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie (720 milioni), l'incremento dell'imposta di bollo sul dossier titoli (627 milioni) e la riduzione della deduzione forfettaria dei redditi derivanti dai contratti di locazione (627 milioni). A questo punto bisogna capire cosa accadrà con la Legge di stabilità. Secondo l'associazione di Mestre il saldo fiscale del 2015 potrebbe essere ancor più favorevole rispetto al risultato conseguito quest'anno: «La stabilizzazione del bonus Renzi', gli sgravi contributivi per i neoassunti a tempo indeterminato e il taglio dell'Irap, dovrebbero avere il sopravvento sugli aumenti di imposta previsti sui fondi pensione, sull'incremento della tassazione sul Tfr, e sull'incremento delle accise sui carburanti che scatterà dal primo gennaio». ol.po.

Vice Tutte le news Time16 novembre 2014 17:18:31


Il governo riapre il fronte pensioniScoppia la rivolta: «Giù le mani»

20 agosto 2014 08:10:50 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Olivia Posani ROMANESSUNA manovra bis, nessuno sforamento del deficit oltre il 3%. Fissati i paletti entro cui muoversi, il ministero dell’Economia lavora alle cifre della Legge di stabilità da varare entro metà ottobre. La manovra per il prossimo anno ad ora oscilla tra i 16 e i 20 miliardi. Somma non difficilissima da raggiungere per far fronte agli impegni più importanti, a partire dalla stabilizzazione degli 80 euro. Ma ci si ferma lì. Il bonus non sarà esteso a pensionati e incapienti. Colpa del peggioramento del quadro economico. La recessione impedisce anche di fermare il deficit a quota 2,6%. L’asticella arriverà al 3%. Per riportarla in giù occorrerebbero 6 miliardi, ma il governo non ha intenzione di varare una manovra correttiva. Al momento i tecnici di via XX Settembre non stanno facendo simulazioni sul contributo di solidarietà per le pensioni alte. Ma il tema infiamma il dibattito politico. A quel che trapela il governo interverrà sugli emolumenti considerati d’oro e d’argento solo se riuscirà a inquadrarli in una riforma degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro. Ma dai sindacati parte la rivolta contro qualsiasi intervento del governo sulle pensioni. La Cgil attacca con un tweet Matteo Renzi: «Troppa confusione, è inaccettabile un intervento sulle pensioni retributive». Sulla stessa linea il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che giudica il piano dell’esecutivo come «una nuova tassa» perché «non si può intervenire sul pregresso». Ma a partire da quale soglia scatterà il prelievo? «Chi guadagna fino a 2mila euro netti stia tranquillo», ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che preferirebbe tutelare i redditi fino a 3mila euro (quelli oltre i 5mila già sono stati colpiti dal governo Letta), mentre l’ex ministro del Lavoro Damiano parla di una soglia pari a 90mila euro lordi. Poco importa che in un tweet il premier smentisca: «I giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il governo #nonesiste #maddeche». È fuoco di sbarramento oltre che dal sindacato anche da Fi. Contrario anche il Ncd, che pure fa parte della maggioranza. Intanto il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, precisa che «allo stato attuale nessuna richiesta, né dal governo né dal Parlamento» è stata avanzata sull’ipotesi di ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo al posto del retributivo. Operazione che comunque «non pone problemi per le pensioni del sistema privato». TORNANDO alla manovra, bisognerà trovare 7,5 miliardi per il bonus da 80 euro al mese. In realtà la misura costa 10 miliardi, ma 3,5 sono garantiti in modo strutturale dalla spending review. Servono poi 4 miliardi per le spese indifferibili: cantieri, aziende di trasporto pubblico locale, missioni all’estero. Altri 3 per cassa integrazione in deroga ed esodati. Il resto va alle altre misure sparse. Le coperture saranno assicurate dalla revisione di spesa. Il commissario Cottarelli si era fissato l’obiettivo di individuare 16 miliardi per il 2015. Ad ora sembra fermo a 12. Ma ad aiutare il governo ci sono 2 miliardi di minori spese sostenute per finanziare il debito, visto che lo spread si è abbassato. Altri 2 arriveranno dalla maggiore Iva incassata grazie al pagamento dei debiti della Pa e alla legge sull’energia. Insomma, Renzi può contare su una serie di entrate non previste dal Def, oltre che sui 7-8 miliardi in 3 anni del piano sulle privatizzazioni.

Vice Tutte le news Time20 agosto 2014 08:10:50


Pensioni d'oro, una casta di 188mila fortunati

19 agosto 2014 15:01:19 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Roma, 19 agosto 2014 - La casta delle pensioni d'oro e d'argento è un esercito di 188mila persone con una spesa complessiva annua che sfiora i 16 miliardi di euro sui 270 miliardi totali per le  pensioni . Per accedere al club occorre incassare almeno 4.800 euro lordi al mese (escluso il rateo della tredicesima). Sulla base dei dati Inps, se si restringe il campo ai redditi da pensione oltre i 6.200 euro mensili, il club si riduce a poco più di 32 mila iscritti (con una spesa totale di 6,8 miliardi di euro l'anno) mentre i privilegiati che ricevono un assegno mensile superiore a 10 mila euro sfiorano le 9 mila persone e una spesa di circa un miliardo di euro. Negli ultimi anni a cadenza puntuale torna d'attualità l'intervento sui pensionati ricchi. Fu l'ultimo governo a guida Silvio Berlusconi a introdurre il prelievo forzoso progressivo sulle pensioni a partire da 90mila euro l'anno. Un taglio del 5% tra 90 mila e 149 mila euro, 10% dopra i 150 mila e 15% per i redditi pensionistici oltre i 200 mila euro, circa 600 cittadini. Misura poi confermata dall'esecutivo Mario Monti. La casta dei pensionati d'oro si vide cancellare il contributo forzoso da una sentenza della Corte costituzionale che bocciò il provvedimento di Mario Monti ritenendolo discriminatorio dal momento che riguardava solo i redditi dei pensionati e non di tutti i contribuenti. È stato poi il governo Letta l'anno scorso a reintrodurre il contributo di solidarietà per le pensioni oltre i 90 mila euro l'anno. Lo scorso febbraio poi si è arenata in Parlamento la proposta di legge a firma Giorgia Meloni dopo la bocciatura del tetto di 5 mila euro lordi al mese. Solo Fratelli d'Italia e M5s avevano votato a favore. Maggioranza e opposizioni hanno cercato, senza successo, di trovare un'intesa per ricalcolare con il sistema integralmente contributivo le pensioni sopra una determinata soglia, 5 mila euro lordi, pari a poco oltre 3.200 euro netti. Con il governo di Matteo Renzi già in primavera si ipotizzava un intervento più incisivo sulle pensioni più elevate . Accantonata l'ipotesi, è ritornata in questo fine agosto dopo che il ministro del lavoro Giuliano Poletti in una intervista ha detto di essere favorevole a intervenire sulle pensioni elevate con la finalità di un sostegno agli esodati . La sostenibilità politica di un intervento sulle pensioni è strettamente legata alla questione di dove porre l'asticella . Ipotizzando di abbassarla a 3.500 euro lordi al mese, la platea si allarga a mezzo milione di pensionati per una spesa annuale di 31 miliardi di euro. A parziale difesa del popolo dei pensionati ricchi c'è da rilevare che gli italiani sopportano un peso del fisco ben superiore a quello di quasi tutti gli europei. Secondo un recente studio di Kpmg un pensionato italiano con un reddito di 60 mila euro l'anno paga tra Irpef e varie addizionali 20.600 euro , oltre il doppio rispetto a un tedesco e il 50% in più di francesi e olandesi. Se l'imponibile è di 100 mila euro l'anno il carico fiscale Irpef sfiora i 39 mila euro contro i 26 mila di un tedesco, i 27 mila dei francesi e 31 mila degli inglesi e dei greci. Solo i belgi sono più tartassati con 45 mila euro e mentre gli spagnoli sopportano un prelievo di 38.800 euro. Peggio ancora per i pensionati da 20 mila euro l'anno. Gli italiani pagano 5.200 euro di Irpef e addizionali, i tedeschi e i greci si fermano a 1.600, i francesi addirittura pagano meno di 1.500 euro. Spagnoli come gli italiani, superati dai belgi che devono versare al fisco quasi 6.500 euro. Il paradiso dei pensionati a basso reddito è l'Olanda. Su 20 mila euro lordi all'anno il fisco ne prende appena 483.

Vice Tutte le news Time19 agosto 2014 15:01:19


Forza Italia, lo strappo: addio maggioranza. Sì al reddito minimo: taglio pensioni d'oro. Colle: verifica di governo è la fiducia /diretta

27 novembre 2013 00:51:12 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Voto di fiducia sul maxiemendamento del Governo interamente sostitutivo del Ddl di Stabilità. Alfano: "E& sbagliato sabotare il governo". Brunetta: "Le larghe intese sono finite". Napolitano riceve Letta. Il Quirinale: la verifica di governo con il voto sulla legge di stabilità

Vice Tutte le news Time27 novembre 2013 00:51:12


Forza Italia, lo strappo: addio maggioranza. Sì al reddito minimo: taglio pensioni d'oro. Colle: verifica di governo è la fiducia /diretta

27 novembre 2013 00:40:25 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Voto di fiducia sul maxiemendamento del Governo interamente sostitutivo del Ddl di Stabilità. Alfano: "E' sbagliato sabotare il governo". Brunetta: "Le larghe intese sono finite". Napolitano riceve Letta. Il Quirinale: la verifica di governo con il voto sulla legge di stabilità

Vice Tutte le news Time27 novembre 2013 00:40:25


Ecco il “reddito minimo garantito” del governo Letta

26 novembre 2013 18:55:19 Giornalettismo

Spunta una misura al contrasto della poverà nella legge di stabilità: i soldi dalle pensioni d'oro

Vice Economia Time26 novembre 2013 18:55:19


Ecco come le pensioni pubbliche e quelle dei dirigenti d'azienda affossano i conti dell'Inps

11 agosto 2013 17:19:38 Il Sole 24 ORE - Homepage

La confluenza dell'Inpdap nell'Inps ha portato come dote il primo bilancio in rosso per oltre 9 miliardi dell'Inps. Il cronico buco deficitario dell'ex fondo dei dipendenti pubblici si è così scaricato sulla previdenza di tutti... storie correlate Quattordicenne suicida a Roma: sono omosessuale e nessuno mi capisce Addio a Nello Ajello, voce del '900. Napolitano: ha lasciato il segno Letta avverte: se cade il Governo a settembre si pagherà l'Imu Traffico, circolazione scorrevole sulle strade e le autostrade delle vacanze Salva un gruppo di bagnanti e poi annega in mare a Palinuro

Vice Tutte le news Time11 agosto 2013 17:19:38


Letta avverte: se cade il Governo a settembre si pagherà l'Imu

11 agosto 2013 16:24:50 Il Sole 24 ORE - Homepage

Il premier in visita in Azerbaigian: «L'agibilità politica di Berlusconi? Pensiamo ai problemi del Paese» ... storie correlate Pensione piena con il cumulo: niente oneri dalla somma dei periodi Riparte l'estate, ma sarà gradevole e senza eccessi Quattordicenne suicida a Roma: sono omosessuale e nessuno mi capisce Addio a Nello Ajello, voce del '900. Napolitano: ha lasciato il segno Traffico, circolazione scorrevole sulle strade e le autostrade delle vacanze

Vice Tutte le news Time11 agosto 2013 16:24:50