juve napoli come vederla

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Juve-Napoli, il parere di Lippi

11 febbraio 2016 15:41:50 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

(ANSA) - ROMA, 11 FEB - "Tra Allegri e Sarri sto dalla parte di chi merita di più, entrambi sono molto bravi": così Marcello Lippi, ex delle due squadre, commenta a 'Premium' Juve-Napoli, il big match di sabato sera a Torino. "Cos'ha di più il Napoli della Juve e cosa la Juve in più del Napoli? Il Napoli ha in più due punti, la Juve ha in meno due punti - la battuta dell'ex ct azzurro - Stanno vivendo tutte e due una crescita costante e continua, dopo un inizio non felicissimo. Il Napoli di adesso gioca uno spartito che il maestro Sarri ha insegnato bene e grazie al quale esalta i fuoriclasse che lo interpretano. La Juve manovra meno, ma è molto compatta e ha giocatori di altissimo livello. Higuain e Dybala? Il Napoli crea tantissime occasioni e ha in Higuain il suo terminale, ma non solo. Certo è che Gonzalo stia vivendo uno stato di grazia. Dybala è stata una sorpresa per me, non pensavo diventasse così grande così in fretta: è già un fuoriclasse".

Vice Tutte le news Time11 febbraio 2016 15:41:50


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Napoli-Empoli: come vederla in streaming

31 gennaio 2016 11:55:48 Il Post

Inizia alle 15: le probabili formazioni e le informazioni per seguirla in tv o in diretta streaming, anche da smartphone e tablet The post Napoli-Empoli: come vederla in streaming appeared first on Il Post .

Vice Tutte le news Time31 gennaio 2016 11:55:48


Buffon, dopo Mondiale calo saracinesca

25 gennaio 2016 20:13:06 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

(ANSA) - ROMA, 25 GEN - "Se riuscirò a spingere fino al Mondiale del 2018, andrò avanti. Poi calerà la saracinesca": lo ha detto Gianluigi Buffon premiato al Teatro dal Verme di Milano con il "Gianni Brera 2015". "Buffon è arbitro del suo destino, potrà restare alla Juventus fino a quando vorrà", ha spiegato l'ad della Juventus, Giuseppe Marotta, anche lui presente all'evento. Buffon ha poi parlato del compagno di squadra Paulo Dybala, protagonista del brillante momento dei bianconeri: "In pochissimo tempo si è un po' appropriato della fase realizzativa della squadra e questo sicuramente sorprende tutti. Aveva già fatto intravedere l'anno scorso qualcosa di straordinariamente importante e bello, solo che vederlo in una società di provincia è diverso che alla Juventus". Infine, sulla corsa per lo scudetto: "Non è una sfida a due - assicura in sintonia con le parole odierne di Giorgio Chiellini - Ci sono stati parecchi colpi di scena. Juve e Napoli sono in vetta meritatamente, ma dire che sarà sfida a due mi pare eccessivo".

Vice Tutte le news Time25 gennaio 2016 20:13:06


Boniek: Juve rullo compressore, vedremo se Napoli resisterà

25 gennaio 2016 11:21:28 Sport

Roma, 25 gen. (LaPresse) - "La domanda da fare è se il Napoli sarà capace di resistere alla marcia della Juve". Zbigniew Boniek, ex giocatore dei bianconeri e della Roma, dice la sua in merito alla lotta scudetto che ormai sembra ristretta ai campioni...

Vice Sport Time25 gennaio 2016 11:21:28


Atalanta-Napoli, come vederla in tv o in streaming

20 dicembre 2015 09:34:01 Il Post

Inizia alle 15: le probabili formazioni e le istruzioni per seguirla in diretta streaming, anche da smartphone e tablet The post Atalanta-Napoli, come vederla in tv o in streaming appeared first on Il Post .

Vice Tutte le news Time20 dicembre 2015 09:34:01


Milano, in aula il capotreno aggredito col machete: «Volevo vederli in faccia»

14 dicembre 2015 13:21:16 Corriere.it - Homepage

Carlo Di Napoli e il collega Riccardo Magagnin si sono costituiti parti civili nel processo. Uno degli imputati ha offerto 500 euro come acconto di un risarcimento

Vice Tutte le news Time14 dicembre 2015 13:21:16


Tevez: Alla Juventus ho dato tutto, soffro a vederla così

28 settembre 2015 12:59:07 Sport

Buenos Aires (Argentina), 28 set. (LaPresse) - Alla Juve "ho dato tutto, ma proprio tutto. Stavo male a vedere il Boca in difficoltà e così ho chiesto di andare". Carlos Tevez torna così sul suo addio ai ...

Vice Sport Time28 settembre 2015 12:59:07


«BRAVA JUVE MA OCCHIO A MANCIO»

09 agosto 2015 06:45:51 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

TORNA il Trap Show. In una nuova versione televisiva, più aggiornata e al passo con i tempi, giusti o sbagliati che siano. A 76 anni, Trapattoni passa dall'altra parte della telecamera. Dagli stadi agli studi. Commentatore della «Domenica Sportiva» e voce tecnica delle telecronache della nazionale, a cominciare da Italia-Malta del 3 settembre. Il calcio italiano ritrova un protagonista storico, un suo padre nobile. Il Trap dei sette scudetti, dei titoli vinti in Germania, Austria e Portogallo, grande uomo di calcio che si riavvicina, dopo quindici anni (l' ultima panchina italiana con la Fiorentina risale al Duemila), al campionato. E e che torna a respirare aria di nazionale, a undici anni dalla parentesi azzurra, la più amara e criticata della sua carriera, segnata da Byron Moreno nel mondiale 2002 e dalla «combinata nordica» (l'accordo anti-Italia fra Danimarca e Svezia) nell'Europeo 2004 in Portogallo. Per Trapattoni è quasi un ritorno a casa. In questi giorni è a Talamone, nella sua casa al mare. Le chiama «le mie ferie forzate». In realtà, vorrebbe essere sempre in mezzo a un campo da calcio, il richiamo della foresta non è cambiato. Allora, Trapattoni, come mai questa scelta televisiva? «Mi è arrivata la proposta dalla Rai, ci provo, lo faccio volentieri, è una nuova esperienza». Chiariamo subito: non si tratta di un addio alla panchina. «No davvero. Non sto pensando di fare l'opinionista a vita, è un impegno a termine, pronto a lasciarlo nel caso dovesse arrivarmi una proposta per riprendere ad allenare. Non vado in pensione come tecnico». Contatti in corso? «Si è fatto vivo qualcuno. Un po' d'aria fritta, al momento. Ma sarei pronto a ricominciare». Sempre una nazionale, comunque? «Sì, non penso più ad allenare un club». Di quale parte del mondo stiamo parlando, come ipotesi? «Est Europa, anche Medio Oriente. Vediamo». Sotto con la tv, nel frattempo. Che cosa l'ha spinta ad accettare? «Mi piace l'idea, devo dirlo, di ritrovarmi dall'altra parte della barricata, dopo aver subìto per molti anni i giudizi dei commentatori e degli opinionisti». Vuole prendersi qualche rivincita? Togliersi qualche sassolino di vecchia data? «Diciamo che non vado lì per accanirmi contro i colleghi in panchina. Non mi dilungherò in analisi teoriche. Porterò la mia esperienza, per spiegare le partite. Anche quelle della nazionale. E non solo». Cercherà di allargare il discorso? «Mi piacerebbe parlare anche dei valori del calcio, quelli che hanno sempre accompagnato la mia carriera. Trasmetterli ai giovani attraverso la tv». Si troverà a dialogare in studio anche con Zeman, altro opinionista. «Due filosofie calcistiche diverse, la mia e la sua. Diciamo che punterò più sull'importanza del risultato, rispetto a lui». Vede qualche rischio? «Quello di non essere capito. Dovrò cercare di sintetizzare i concetti, me ne rendo conto». In attesa di vederla con grande piacere in tv, ci dice chi sarà il primo rivale per la Juventus? «Mancini. Ha esperienza, ha già vinto anche in Inghilterra, attraversato molti boschi e incontrato molti lupi come dico io, e sta preparando un'Inter tutta nuova e competitiva». Anche troppo nuova, forse. «Il Mancio è bravo a costruire squadre di valore». In precampionato, è andata bene solo la Fiorentina. «Paulo Sousa si sta proponendo bene. Ho visto una Fiorentina solida, di temperamento. E poi non è vero che i risultati in precampionato non contano. Le vittorie aiutano a trovare coraggio e fiducia». Di buono, a Firenze, c'è anche il talento di Bernardeschi. «Mi sembra un ragazzo di personalità. L'importante, ora, è non sovraccaricarlo di attese e di pretese. E' un bel segnale per il nostro calcio, abbiamo bisogno di Bernardeschi e di altri giovani di valore». Torniamo alla Juventus. Come vede questa rivoluzione bianconera? «Ne capisco la necessità. E' capitato anche a me a Torino. Ci accorgemmo, con l'Avvocato, che per continuare a vincere sarebbe stato necessario cambiare un buon numero di giocatori. Dopo una pausa, in effetti, riprendemmo a vincere. Mi sembra che ora, dopo quattro scudetti consecutivi, la situazione a Torino sia più o meno simile». Pensa, allora, che anche questa Juventus possa incappare in una pausa? «La rifondazione di una squadra richiede tempo. Anche se l'immediata vittoria di ieri a Shanghai può far pensare l'opposto. Dipenderà anche dalla personalità e dalla forza delle avversarie». Per primo, come anti-Juventus, vede Mancini, diceva. «Penso di sì. Con Roma e Napoli a ruota». Come commenterà, il milanesissimo Trap, il derby di San Siro targato Giacarta e Bangkok? «Accettando la nuova realtà. Nel calcio di oggi, la figura storica del presidente-mecenate non è quasi più proponibile. Ben vengano allora gli investitori stranieri, a condizione che si dimostrino affidabili e rispettosi della storia dei nostri grandi club. E poi sa che le dico?». Dica, Trapattoni. «Che ormai siamo in un campo mediatico mondiale». Si è già calato nel suo nuovo ruolo di commentatore televisivo. In bocca al lupo, Giovanni. «Crepi. Se poi qualcuno mi vuole di nuovo in panchina, sono qua. In ferie forzate».

Vice Tutte le news Time09 agosto 2015 06:45:51


Supercoppa, De Laurentiis: Benitez? Se vuole resta, squadra sarà rinforzata

22 dicembre 2014 23:48:19 Sport

Doha (Qatar), 22 dic. (LaPresse) - "Questa sera credo abbia trionfato il calcio italiano, è una sfida Napoli-Juve che ci accomuna sempre in delle grandi partite. Abbiamo avuto la fortuna di vincere ai rigori, ora sarebbe bello vederlo anche in campion...

Vice Sport Time22 dicembre 2014 23:48:19


Da Llorente a Higuain:riecco i soliti bomber

28 ottobre 2014 06:42:06 MySyndicaat Feedbot: monrifnet_-all-global

Flavio Nardini DENIS e Palacio si sentiranno un po' più tristi. Dei sei personaggi in cerca di gol lasciamo fuori gli infortunati Gomez e Rossi sono rimasti solo loro a bocca asciutta. Si son sbloccati tutti gli altri, dallo juventino Llorente a cui sembra piacere uscire dal letargo ad autunno, al laziale Klose, fino ai napoletani Hamsik e Higuain. Tre attaccanti e un trequartista che, per ragioni diverse, avevano perso la lucidità sotto porta che li aveva da sempre contraddistinti. Inspiegabile l'involuzione di Higuain, che aveva sì segnato nei preliminari di Champions e in Europa League, ma era apparso sempre impalbabile prima della sfida contro il Verona. Il pipita si era ormai rassegnato a veder brillare la luce di Callejon, l'unico a tener viva la fiammella del Napoli in queste prime partite. Ed ecco le tre perle di domenica, da attaccante puro, da fuoriclasse. Stesso discorso per Hamsik, passato da Marechiaro a Marescuro, ombroso in volto e poco incisivo sul campo. La doppietta rifilata a Mandorlini può essere la svolta anche per lui. SI ERANO sentite meno, invece, le astinenze di Llorente e Klose. La Juve ha saputo fare a meno dei gol dello spagnolo, viaggiando a ritmi esaltanti in campionato con un Tevez vero uomo determinante tra gol e assist (ieri è arrivata per l'Apache la convocazione in Nazionale). Llorente aveva segnato l'ultimo gol il 18 maggio nel 3-0 sul Cagliari, poi la porta avversaria per lui si è fatta sempre più piccola. Dato che fa morale: anche l'anno scorso si era sbloccato a fine ottobre (il 23 a Madrid) e sappiamo tutti come è andata a finire. Anche la Lazio non sentiva particolarmente la mancanza dei gol di Klose. Non certo per quanto fatto negli ultimi anni dal tedesco recordman dei mondiali. Semmai Pioli ha trovato la mossa a sorpresa, quel serbo Djordjevic bravo a zittire gli scettici con cinque gol in queste prime otto partite. Di sicuro, però, le partite come quelle contro il Torino, il tedescone sa come risolverle. L'opportunismo mostrato davanti all'errore di Gillet è il marchio di fabbrica di un giocatore che nonostante i 36 anni riesce a stupire ancora. PER TANTI attaccanti che hanno trovato finalmente il gol, ce ne è uno che non ha mai smesso di segnare. Antonio Di Natale è il simbolo dell'Udinese di Stramaccioni formato Champions. Il gol all'Atalanta è il numero 198 in Serie A, settimo di sempre, a due marcature da un traguardo storico, a sette da una leggenda come Roberto Baggio. Immenso Totò, che sa ancora divertirsi facendo quello che gli riesce meglio segnare. E siamo sicuri che tra poco torneranno a divertirsi anche i vari Gomez, Denis e Palacio. Vederli ancora a zero fa una certa tristezza.

Vice Tutte le news Time28 ottobre 2014 06:42:06